Assedio – 9

La nave prese a viaggiare molto prima del previsto, cogliendo di sorpresa i tre che avevano trovato tranquillità nelle cucine deserte della sala ristorante sul ponte, unico posto veramente tranquillo e senza folla dove potersi sedere e riposare.

La follia di quella catastrofe aveva privato la nave di molto del suo personale, lasciando le cucine deserte e prive di controllo.

Cullati dal docile rollio avevano recuperato delle sedie e si erano messi comodi cercando di pensare positivamente al termine di quella situazione.

«In un modo o nell’altro ce l’abbiamo fatta» esordì Watson cercando di risollevare la conversazione. «Immagino che la Francia non possa essere peggio di questo sfacelo» concluse cercando di alleggerire la tensione.

Continua a leggere “Assedio – 9”

Annunci

Abbiamo sempre vissuto in riva al lago

Abbiamo sempre vissuto in riva al lago è l’ultima fatica letteraria del Sociopatico, ovvero un racconto lungo del quale ho realizzato la copertina.

Non è un mistero che mi piacciano i racconti di Ewan, ma in principal modo questo è il mio preferito perché ha quel tutto ansiogeno che mi piace avere quando leggo dark/horror.

Nord Italia, giorni nostri. Sulla riva di un lago c’è una casa, isolata da tutto e da tutti, il cui bell’aspetto è stato corroso dall’incedere inclemente degli anni.

La famiglia che abita, da generazioni, la casa in riva al lago è sempre stata piuttosto schiva e riservata. Gli abitanti attuali, padre madre e figlio, addirittura non amano abbandonarla per periodi troppo lunghi.

Questo perché la casa in riva al lago nasconde un segreto. Un segreto fatto di scricchiolii nella notte, tonfi provenienti dalla soffitta e porte chiuse a chiave. Un segreto che il più giovane membro della famiglia scopre, suo malgrado, in giovane età e che ben presto diventa troppo grande e impossibile da sopportare.

Abbiamo sempre vissuto in riva al lago è un racconto horror fatto di atmosfere opprimenti, misteriosi rumori notturni e orrori primitivi. Ma è anche la storia di un ragazzo che si affaccia all’improvviso all’età adulta ed è costretto a fare i conti con ciò che questo passaggio comporta.

 

Continua a leggere “Abbiamo sempre vissuto in riva al lago”

Un nuovo progetto di narrativa

Ho parlato nel mio precedente articolo di come vorrei riprendere in mano a scrivere (e lo sto già facendo obbligandomi a scrivere questi post, sigh), quindi ho iniziato un nuovo progetto di narrativa.

Il viaggio” è il mio progetto per il mese di luglio, che sto realizzando anche approfittando del Camp NaNoWrimo di questo mese. Il mio scopo è realizzare una short story di MINIMO 10000 parole. Lo stats del Camp NaNoWriMo mi suggerisce  di scrivere almeno 323 parole al giorno per raggiungere il mio modesto obbiettivo, ma punto a scriverne un po’ di più per finirla in meno tempo e, se mai sarà possibile, sfondare il wordcount, ma su questo non sono affatto certa. Un capitolo da mille parole cadauno è quello a cui attualmente auspico per almeno finire il progetto.

Ma vediamo l’idea:

Nova ha compiuto sedici anni e deve intraprendere il viaggio rituale della sua tribù per entrare nell’età adulta. Guidata dalle parole della Dea, affronterà il deserto e le rovine di un’antica civiltà.

 

Si tratta di una storia molto semplice, con temi a me cari e che sanno parecchio di comfort zone, ma da qualche parte devo pur iniziare, wordcount misero compreso.

Noterete (se usate web desktop per leggere) che nella barra laterale qui a destra ho messo in alto un bel wordcount che indica il progresso del mio progetto, che deve tassativamente essere portato a termine entro la fine di questo luglio 2018. Quel counter è un po’ la mia campanella della vergogna se non ci riesco.

Dopo aver concluso, revisionerò Il Viaggio insieme al mio sociopatico di fiducia e inizierò a pubblicarlo a capitoli qui sul blog a settembre 2018 e ne farò una versione ebook completa.

Il viaggio

A ottobre invece è programmata la pubblicazione di Disordine, un racconto breve dal sapore gotico e vittoriano, che posterò direttamente in versione integrale, mentre su Tapas verrà pubblicato a puntate a causa del limite di 15k caratteri dei capitoli.

The Handmaid’s Tale in tre puntate

Ieri ho chiesto ad alcuni di voi, su Facebook, di dirmi se la famosa serie “The Handmaid’s Tale” fosse degna di essere vista. I vostri responsi entusiasti hanno vinto la mia pigrizia (se non è su Netflix allora non esiste e già scaricare Westworld è fatica) e mi sono messa a lottare contro i DNS del mio pc per cercarlo. Due secoli per trovare i sottotitoli (in inglese, non in italiano perché ce ne fosse uno sincronizzato), ho guardato ieri sera due puntate e oggi una.

Quando mi dicevate che non era una serie da bingewatching avevate ragione. Mi sono bastate TRE puntate per annodarmi lo stomaco con l’ansia, grazie mille, vi voglio bene stronzi.

Continua a leggere “The Handmaid’s Tale in tre puntate”

Narrativa libera – un’analisi

Una cosa che mi ha sempre affascinata della lettura online era la sua fruibilità. Ho amato molto le fanfiction ed è grazie a esse che mi sono sia affezionata alle loro autrici sia alla scrittura vera e propria. Ho seguito il fandom da EFP a Livejournal fino ad approdare ad AO3 e non mi sono mai fatta particolari problemi a comprare il libro di un’autrice di ff e lo stesso è accaduto a me.

Ma i tempi cambiano e mi sono ritrovata in un mondo dove la gente è pigra e farsi leggere è davvero una lotta contro i mulini a vento. Molti dicono di leggere, ma non sono molto certa che lo facciano davvero. A volte mi chiedo dove sia finita tutta quella gente che mi leggeva anni fa, ma mi rendo poi conto che non sono andati da nessuna parte, ma sono cresciuti. Molti non leggono più le fanfiction, robetta da due soldi (no, non è vero e lo sosterrò sempre), meglio le originali. Meglio i libri. Ma quando proponi un libro, anche a gente che ti ha sempre letto, scatta uno strano meccanismo di difesa per il quale non sia mai pagare per un libro non famoso.

Quindi ho deciso di tornare alle mie origini, ovvero lo scrivere online.

Continua a leggere “Narrativa libera – un’analisi”

Recensione – La fine della ragione di Roberto Recchioni

“La fine della ragione”, l’ultimo fumetto di Roberto Recchioni, è un’opera che mi genera emozioni contrastanti, ma partiamo dalla trama:

È un mondo in cui hanno vinto loro. In cui le frontiere sono chiuse, perché gli immigrati vanno aiutati a casa loro. In cui nei cieli non volano più aerei, perché le scie chimiche ci avvelenano e perché, comunque, dove dovremmo andare?
Una “brava persona” è quella che rimane a casa sua a fare la sua parte. Un mondo dove gli insegnanti sono nemici del popolo, perché tramandano le nozioni sbagliate. Un mondo dove i panni si lavano con i sassi e dove gli organi di informazione non esistono più, perché mentono. Un nuovo medioevo culturale e sociale. L’oscurantismo.
In questo scenario, La fine della ragione racconta la storia di una madre con un figlio malato, trattata come un’eretica, perché alla ricerca dei perduti “bacini” (cioè, i vaccini).

Il tema è estremamente delicato: senza stare a girarci intorno questo fumetto usciva prima delle recenti elezioni e prevedeva una “fantasiosa” vincita dei 5 Stelle al governo (perché oggettivamente prima delle elezioni a tutti sembrava fantascienza, ma l’orrore della realtà riesce a superare anche l’orrore della fiction), ma ovviamente non viene mai fatto il nome del partito politico.

Continua a leggere “Recensione – La fine della ragione di Roberto Recchioni”

Assedio – 8

La vista della cittadina portuale di Dover fu accolta come la manna dal cielo, una sorta di terra promessa in cui nessuno di loro credeva più. «Incredibile a dirsi, ma apparentemente Dover resiste ancora» esclamò Watson, osservando da lontano attraverso un vecchio cannocchiale trovato tra le cianfrusaglie di un’abitazione. «Pare che ci siano navi in partenza».

«Eccellente». Holmes gli strappò il cannocchiale di mano, guardandoci attraverso a sua volta. «Posso affermare che si tratta di una nave di sopravvissuti. Non siamo stati gli unici ad avere questa idea, forse è un bene».

«O un male» sussurrò Moriarty con tono funebre. «Pregate che i ratti non trasportino il morbo, altrimenti ci ritroveremo ben presto infettati senza poter fare nulla per difenderci, chiusi in una tinozza galleggiante».

Continua a leggere “Assedio – 8”