Doki Doki Literature Club

Doki Doki Literature Club, ovvero di come credevo di giocare a un dating sim e mi sono ritrovata invece con panico e depressione.

ANALISI CON SPOILER.

Non so se il mio fidanzato mi odi o meno, sta di fatto che ieri si parlava di visual novel e dating sim (vi ricorderete di Dream Daddy Simulator) con un amico e del fatto che ho spesso pensato di fare una visual novel. Salta fuori che c’è questo titolo su Steam, Doki Doki Literature Club, ed è pure gratis! Il moroso ci ha già giocato e mi assicura che è un gioco che potrebbe piacermi e questo è come ho deciso di passare 4 ore della mia domenica a farmi sodomizzare a sabbia da questo gioco.

Sapevo che dovevo aspettarmi qualcosa di strano, altrimenti Hush non sarebbe certo stato a fissarmi come un falco mentre giocavo a uno stupido dating sim di liceali giapponesi, no? Dopo quasi un’ora e mezza di gioco non vedo il punto, però. Nel gioco le ragazze litigano per la mia attenzione, devo comporre stupide poesie per assicurarmi il favore di una o dell’altra, insomma: UNA CAZZO DI NOIA ATOMICA.

Poi inizio a intravedere qualcosa nei dialoghi. Quella Yuri è fin troppo weird. Non parliamo poi di quella tsundere di Natsuki. Monika ha palesemente dei doppi fini, altro che studiare il piano. Sayori è fin troppo solare e allegra, sicuro che è più depressa della fossa delle Marianne.

È stata proprio un dialogo con quest’ultima a triggerarmi il dubbio che qualcosa non andava. In tutti i miei poemi (nonostante avessi scelto assolutamente a caso le parole), ho sviluppato vicinanza con Sayori che, invece di esserne felice, assume sempre più strani comportamenti. Decido di ignorare completamente le altre e mi butto a capofitto su di lei e scopro di avere ragione. La dolce Sayori soffre di depressione da sempre e io sono vagamente perplessa perché è uno stupido dating sim su liceali giapponesi. Non può davvero parlare di depressione.

Le offro quindi aiuto e il gioco mi porta finalmente a quella che credo essere la fase finale della romance: una scelta. Posso dichiarare il mio amore a Sayori o dirle che è la mia migliore amica.

Mi assale un dubbio: se dichiararle amore fosse troppo esagerato? E se dichiarale amicizia fosse troppo poco? Ci ho ragionato su fin troppo tra gli sghignazzi del mio fidanzato e alla fine la sparo grossa e le dichiaro amore.

Mi pento della mia scelta due minuti dopo: nel giorno di gioco successivo il nostro eroe torna a casa della novella fidanzata che non risponde al telefono e al campanello. Entrati nella sua stanza scopro che fine ha fatto Sayori: la depressione l’ha avuta vinta e la ragazza si è impiccata.

Sono rimasta dieci minuti buoni a fissare lo schermo, traumatizzata. Chiudo con un bel game over e vengo riportata alla schermata iniziale dove al posto di “new game” c’è una serie di caratteri illeggibili. Controllo i salvataggi che avevo fatto prima della mia scelta, ma non ce n’è alcuna traccia. Perplessa clicco sul new game illeggibile.

Il gioco riparte, identico a prima, ma di Sayori non c’è più traccia se non caratteri illeggibili e immagini frammentate. Nel club di letteratura, senza più la ragazza ad appianare le divergenze, le tensioni tra le ragazze sono sempre più violente fino a sfociare negli insulti.

Yuri è chiaramente una psicopatica che si taglia per qualche morboso motivo sessuale e ogni volta che questa litiga con Nastuki, il giorni dopo quest’ultima non si ricorda mai di quello che ha fatto.

Mentre Yuri diventa sempre più psycho, il gioco (che a sua volta diventa sempre più inquietante a livello di suoni e immagini) mi fa ripercorrere gli stessi passi della prima fase obbligandomi però a scegliere Monika sulle altre.

Dopo averlo fatto, Yuri (che avevo scelto in questa parte) va completamente in frenzy e si uccide a coltellate dopo un’escalation di dialogo terrificante.

A COSA CAZZO STO GIOCANDO?

A fine sessione mi appare Monika che rompe la quarta parete e riavvia il gioco. Qui le cose si fanno interessanti: Monika sa di essere dentro un videogioco e durante il suo monologo ci chiama con il nostro nome con il quale ci siamo registrati a Steam. L’unico modo per interrompere l’infinita sequela è accedere alla directory steam del gioco, accedere alla cartella Character (dove è rimasto solo il suo personaggio, le altre sono state cancellate) e rimuovere fisicamente il file. A questo punto il gioco glitcha e dopo una serie di rant da parte di Monika, il gioco si riavvia per l’ennesima volta dall’inizio, ma stavolta senza di lei.

Al questo giro è Sayori la presidente del club e, mentre Yuri e Natsuki vanno incredibilmente d’accordo, la ragazza mi informa che sa cosa è accaduto con Monika, poiché apparentemente ne ha ereditato i poteri. Qui il gioco termina prima di arrivare a una nuova escalation. I file di Monika sono comunque rimasti da qualche parte e quest’ultima, con un colpo di coda, interrompe il gioco, scioglie il club e finalmente arrivano i titoli di coda.

A questo punto non rimane che disintallare il gioco, poiché non più funzionante.

Ma che diavolo-

Doki Doki Literature non è esattamente quello che mi aspettavo che fosse e, con il senno di poi, in realtà gli indizi erano sparsi davvero ovunque. Prestando abbastanza attenzione alla fase iniziale ai potevano già odorare i sottintesi, ma in realtà già all’inizio della fase due avevo capito dove la cosa sarebbe andata a parare. Monika era l’unico personaggio con cui non si poteva avere una romance. In nessuna delle varie fasi era comunque possibile orientare i poemi verso di lei, rendendola quindi il personaggio chiave della storia.

Ma a prescindere da questo, questo gioco è un fottuto capolavoro che mi ha terrorizzata in tutte le sue parti (non sono affatto fan del genere horror visivo, quindi è forse anche uno dei motivi per il quale ha funzionato). La parte della depressione di Sayori era talmente scritta da bene da essere reale, così come l’ossessione di Natsuki verso il proprio lavoro e le proprie passioni minimizzate dagli altri hanno colpito fin troppo vicino a casa per essere ignorabili. La mania di controllo di Monika era davvero ben pensata, mentre l’unica forse che non funziona bene è Yuri.

A onor del vero all’inizio del gioco si viene avvertiti da un disclaimer molto chiaro che afferma che il gioco ha contenuti che potrebbero turbare persone facilmente impressionabili, ma è fin troppo facile ignorare la cosa e andare avanti.

Nonostante mi sia piaciuto molto (i plot twist sono eccezionali), non me la sento di consigliare questo gioco a chi soffre di ansia. Alcune cose mi hanno colpita molto, ma ho deflesso il tutto con lo scudo di anni di terapia per l’ansia, ma mi rendo conto che forse per alcuni può essere davvero troppo.

In ogni caso si merita il titolo di miglior gioco dell’anno.

J̼̳̞ͣ̕U̥͐̈ͤ̕͡S͛ͭͣ͐́͏̞̯̭̜̹̲T̷̨͈͖̠̤̭̽̈́̑̉͌͑͂̓̋ ̛̈́̾͋̾̇̐̀ͬ҉̪̥̳̣͚M̢̧͖̟̪͚̻̖̯͑ͬͧ̊̀ͧ̚Oͤͥ͐ͭ̑̽͐̅҉̧͉N̴̘̪͈̤̟̝̉̐̃͐̊ͬÎ̷̍͏̶̦K͍̝͎͎̍̕A̸͓̬̺̘̩͌̿ͦ̊͜

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