The Handmaid’s Tale in tre puntate

Ieri ho chiesto ad alcuni di voi, su Facebook, di dirmi se la famosa serie “The Handmaid’s Tale” fosse degna di essere vista. I vostri responsi entusiasti hanno vinto la mia pigrizia (se non è su Netflix allora non esiste e già scaricare Westworld è fatica) e mi sono messa a lottare contro i DNS del mio pc per cercarlo. Due secoli per trovare i sottotitoli (in inglese, non in italiano perché ce ne fosse uno sincronizzato), ho guardato ieri sera due puntate e oggi una.

Quando mi dicevate che non era una serie da bingewatching avevate ragione. Mi sono bastate TRE puntate per annodarmi lo stomaco con l’ansia, grazie mille, vi voglio bene stronzi.

In un futuro non lontano, il tasso di fertilità umana è in calo a causa di malattie e inquinamento. Dopo una guerra civile, il regime totalitario di Gilead prende il comando nella zona un tempo conosciuta come Stati Uniti d’America. La società è organizzata da leader affamati di potere e divisa in nuove classi sociali, in cui le donne sono brutalmente soggiogate e non possono lavorare, leggere o maneggiare denaro.

A causa dell’infertilità e del decremento nelle nascite, le donne fertili, ribattezzate “Ancelle”, sono assegnate alle famiglie elitarie dove subiscono stupri rituali da parte del proprio padrone con lo scopo di dare dei figli a questi ultimi.

Oltre alle ancelle, gran parte della società è raggruppata in altre classi sociali. Le donne sono divise in gruppi contraddistinti da abiti di un colore specifico. Le “Ancelle” sono vestite di rosso, le “Marta” di azzurro, le “Mogli” di verde e il resto della popolazione di grigio. Le Mogli gestiscono la casa, aiutate dalle Marta che fungono da domestiche. Le Ancelle sono istruite da donne chiamate “Zie”. La vita della popolazione è controllata dagli “Occhi”, una sorta di polizia segreta che opera per scovare i ribelli.

June Osborne, ribattezzata Difred (ossia “di proprietà di Fred”), viene assegnata alla casa del Comandante Fred Waterford e di sua moglie Serena Joy. Difred ricorda il “tempo che era”, dove conduceva una vita normale con il marito e la figlia, ma può solamente seguire le regole di Gilead nella speranza di poter tornare un giorno alla libertà e ritrovare sua figlia.

 

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La cosa che più mi ha lasciata stordita guardando solo queste tre puntate, è che questa serie non dice NIENTE di nuovo. Ogni cosa mostrata nella fiction, è accaduta o sta accadendo nella realtà.

La più facile: il valore della donna, completamente annullato. Quanti anni di lotta e di femminismo ci sono volute nella storia – la storia vera e reale in cui viviamo – affinché le donne potessero votare e avere gli stessi diritti degli uomini? Ancora oggi esiste una disparità di trattamento salariale tra uomo e donna. Ancora oggi il sessismo è fortissimo e viviamo in una società talmente ineducata sessualmente che conosco personalmente uomini convinti che una vagina si allarghi con il troppo uso con altri uomini ma rimanga stretta se usata dallo stesso uomo per lo stesso numero di volte. Esistono persone che trovano disgustose l’allattamento al seno perché lo sessualizzano.

Non andiamo troppo distante, restiamo nel 1900: la donna era considerata ancora proprietà del marito. Solo in Italia, il referendum sul divorzio è accaduto nel 1974, parliamo di soli 44 anni fa (mio fratello è nato l’anno dopo). Ma ancora peggio, la legge sul delitto d’onore veniva abrogata nel 1981. Io sono nata nel 1986. Capite che nella decade in cui sono nata, nel nostro paese, era possibile per mio padre uccidere mia madre se lei gli metteva le corna? Ed era permesso dalla legge? Follia.

Ma andiamo oltre, anche questa facile: il totalitarismo. Lo abbiamo visto con le monarchie del passato. Il nazismo. Il comunismo. La Corea del Nord. Le dittature africane. Quello che probabilmente diventerà l’Italia tra dieci anni se andiamo avanti di questo passo con le #risorsesalviniane. Imporsi su un popolo dapprima con le parole. Poi togliendo i diritti. Poi con la forza e le armi. Infine basta solo il terrore psicologico.

Sempre a questo proposito: i nomi. Abbiamo imparato grazie ai nazisti che l’ultimo passo è togliere l’identità e ridurla a un mero numero. Ogni Ancella o Martha, nello show, non ha più un nome ma un numero. Nella vita di tutti i giorni invece le Ancelle prendono il patronimico del padrone di casa, quindi June non si chiamerà più così,ma Offred (in italiano Difred) ovvero OF (di proprietà di) FRED (il nome del suo comandante).

Il totalitarismo religioso: la più grande paura dell’occidente è probabilmente l’Islam, ma anche i cristiani non sono messi benissimo (la dittatura di The Handmaid’s Tale infatti ha una radice biblica molto evidente), visto che predicano tanto l’amore verso il prossimo ma sono convinti che una moglie debba servire il marito e non invece essere uguale a lui (come invece professa l’idea di uguaglianza del femminismo).

Una cosa su cui sia la dittatura dello show e le grandi religioni esistenti premono è proprio la purezza della donna, che per natura viene considerata inferiore e diabolica e quindi innalza il proprio status con la morigeratezza, la disciplina e l’essere pia. Anche qui, posso snocciolarvi periodi storici e contesti come se fossero noccioline, ma confido che siate andati tutti a scuola.

La paura del diverso e di ciò che non capiamo: qui torniamo alla componente nazista, ovvero l’eradicazione omosessuale. Ma nella serie tv sono anche gli intellettuali, gli scienziati e i professori a essere appesi per il collo nella pubblica piazza. Perché come si mette a tacere un popolo? Come lo si soggioga? Con l’ignoranza. Vi ricorda qualcosa?

Anche la lettura viene proibita, così come qualsiasi forma scritta, ma solo alle donne. Il loro scopo nello show è quello di essere nient’altro che incubatrici su gambe (che già è meglio delle povere tizie di Bone Tomahawk dove non avevano manco quelle).

Infibulazione: quando ho visto questa scena mi sono strozzata un attimo con quello che stavo bevendo. Non ho certo bisogno di ricordare quante giovani donne di tutto il mondo, ANCORA OGGI, subiscono questa pratica barbara e inaccettabile. Perché si rimanda al punto del sessimo sopra: la donna deve essere pura e il piacere è peccato. Quindi ti tagliamo via il clitoride. No fun allowed.

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Sono solo a tre puntate. Io non so se ci arrivo alla fine della prima stagione. La cosa credo più traumatizzante è essere donna e guardare questa serie sapendo che queste cose esistono anche se la maggior parte di esse non le hai sperimentate.

 

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