Alita – Angelo della rottura di palle

C’è un solo motivo per la quale vale la pena guardare “Alita – Angelo della Battaglia” e si riassume interamente nella figura di Christoph Waltz (e questo mio giudizio potrebbe essere influenzato dal fatto che stiamo parlando di uno dei miei attori preferiti).

Per il resto abbiamo di fronte un film che non racconta niente.

Alita vorrebbe fare le scarpe a colossi come “Ready Player One“, con cui condivide indubbiamente la stessa matrice grafica/estetica, ma non riesce. Il problema di questo film infatti è che è pensato come un “episodio 1” non detto, esattamente come è stato per “Macchine Mortali” qualche mese fa, e non finisce, lasciando il gancio per un eventuale film successivo che ho seri dubbi ci potrà mai essere.

Gli argomenti messi sul fuoco sono tantissimi e nessuno di essi è approfondito appieno, a parte la sempreverde e inutile romance eterosessuale tra la protagonista e il ragazzo belloccio messo come suo love interest. Succedono troppe cose, in maniera anche abbastanza lineare tra l’altro, e tutte finiscono in niente.

La trama si svolge nel modo che mi aspettavo in cui andasse: introduzione della protagonista grazie al dottore che la ricostruisce, la protagonista vede il belloccio e se ne innamora istantaneamente, momento di contrasto con quelli che dovrebbero essere i nemici, protagonista che ha una settimana di vita ma si innamora perdutamente del belloccio al punto di buttarsi di sotto per lui, momento di contrasto con il dottore, scontro e finale. In tutto questo mettendoci anche roba sportiva che boh, non ha alcuna rilevanza nello stato delle cose.

Questo film riesce a essere così anni 90 che sono riuscita a sentire fisicamente il manga da cui è tratto (e non sono certa sia una buona cosa). Era anni 90 persino nelle scenografie fisse (il che non è un brutta cosa), ma non puoi cercare di imitare il lens flare di Star Trek e allo stesso tempo ambientarlo sul set dei Ghostbusters. Fa un po’… impressione?

E dire che gli elementi belli e interessanti c’erano tutti: cyberpunk, cyborg, fantascienza, botte da orbi… avrei voluto sapere di più su cosa ha portato alla guerra l’umanità contro Marte o perchè gli impianti cyborg sono la norma (spoiler: rispondere “perché siamo 500 anni nel futuro” non è la risposta esatta) o ancora perché Alita e i suoi simili non sono umani, bensì dei creepy anime viventi. Non c’è risposta a tutto questo, in compenso abbiamo dieci minuti buoni di Alita e il belloccio che limonano e lei che annulla la propria personalità e la ricostruisce intorno a lui per tutto il film.

Quest’ultima cosa mi ha fatta veramente arrabbiare. Siamo abituati al personaggio femminile forte che aiuta il protagonista maschio a compiere il suo destino ed essere messa da parte. Ma ora hanno deciso che il personaggio femminile forte debba essere la protagonista, per darci le quote rosa, ma ci sarà sempre e comunque un uomo vicino che ne determinerà sia i sentimenti che le azioni. Ed è una cosa che trovo francamente insopportabile. Il mio sogno è avere personaggi femminili come Quellcrist Falconer di Altered Carbon (nonostante rientri in pieno nella parte del personaggio femminile forte che aiuta il protagonista maschio a compiere il suo destino), non come Alita (e mi piacerebbe anche avere del cyberpunk come Altered Carbon, ma suppongo non si possa avere tutto dalla vita).

alita-angelo-della-battaglia-film-5
Quanto li detesto

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