Westworld – quando una serie è oltre

Ho trovato questo articolo nelle bozze del mio blog. Ero convinta di averlo pubblicato la scorsa estate E INVECE NO.

Mentre il resto del mondo impazzisce per il finale di GoT (di cui non ci importa una fava in questa casa), parliamo quindi della stagione 2 di Westworld, che inizialmente mi confondeva perché c’erano due grossi filoni tra i miei contatti: quelli che “AH CAPOLAVORO” e quelli che “AH FA CAGARE”.

Inutile dire che l’opinione di quest’ultimi è stata analizzata con attenzione e bollata con un sobrio “ma cazzo avete nel cervello” subito dopo la visione della prima puntata.

Da qui in poi procederemo con gli spoiler, quindi occhio.

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I will punish for ammo

Il natale è arrivato ed è il primo che passo senza mio padre. Per l’occasione, visto il clima casalingo, ho rispolverato questo brevissimo racconto che scrissi per un’antologia di Delos Book di seimila anni fa.

 

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Disordine

È morto un uomo, un uomo molto disordinato.

Quando hanno cercato di metterlo in una bara non sono riusciti a trovare un suo dito.

La sua testa era sotto il letto, le sue braccia erano sparse nella sua camera.

Michael Shan era un uomo disordinato. Quel genere di persona a cui non è possibile affidare niente, poiché si era certi che l’avrebbe perduta. Non era buono neppure per conservare le proprie cose, che puntualmente smarriva.

Le sue sventure iniziarono nell’anno del Signore 1873 a Londra, capitale del glorioso Impero Britannico. Pezzo per pezzo, il signor Shan si perse nei meandri della vita. Questa è la storia di come finì con lo smontarsi un po’ per volta a causa delle disfatte morali.

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Vedo la gente morta

Vedo la gente morta” è un altro vecchio racconto che scrissi per un’antologia a tema “fine del mondo”. Lo ripropongo finalmente qui.

Quando avevano iniziato con quella stupida diceria del terremoto a Roma, avevo liquidato tutta la faccenda con una semplice scrollata di spalle. Figurarsi se era roba vera, sono sempre stato un ragazzo pragmatico, non credo a certe stronzate da fine del mondo o 2012 o programmi alla Mistero. L’11 maggio non ci sarebbe stato nessunissimo terremoto, alla faccia dei moderni Nostradamus.

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Assedio – 9

La nave prese a viaggiare molto prima del previsto, cogliendo di sorpresa i tre che avevano trovato tranquillità nelle cucine deserte della sala ristorante sul ponte, unico posto veramente tranquillo e senza folla dove potersi sedere e riposare.

La follia di quella catastrofe aveva privato la nave di molto del suo personale, lasciando le cucine deserte e prive di controllo.

Cullati dal docile rollio avevano recuperato delle sedie e si erano messi comodi cercando di pensare positivamente al termine di quella situazione.

«In un modo o nell’altro ce l’abbiamo fatta» esordì Watson cercando di risollevare la conversazione. «Immagino che la Francia non possa essere peggio di questo sfacelo» concluse cercando di alleggerire la tensione.

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Narrativa libera – un’analisi

Una cosa che mi ha sempre affascinata della lettura online era la sua fruibilità. Ho amato molto le fanfiction ed è grazie a esse che mi sono sia affezionata alle loro autrici sia alla scrittura vera e propria. Ho seguito il fandom da EFP a Livejournal fino ad approdare ad AO3 e non mi sono mai fatta particolari problemi a comprare il libro di un’autrice di ff e lo stesso è accaduto a me.

Ma i tempi cambiano e mi sono ritrovata in un mondo dove la gente è pigra e farsi leggere è davvero una lotta contro i mulini a vento. Molti dicono di leggere, ma non sono molto certa che lo facciano davvero. A volte mi chiedo dove sia finita tutta quella gente che mi leggeva anni fa, ma mi rendo poi conto che non sono andati da nessuna parte, ma sono cresciuti. Molti non leggono più le fanfiction, robetta da due soldi (no, non è vero e lo sosterrò sempre), meglio le originali. Meglio i libri. Ma quando proponi un libro, anche a gente che ti ha sempre letto, scatta uno strano meccanismo di difesa per il quale non sia mai pagare per un libro non famoso.

Quindi ho deciso di tornare alle mie origini, ovvero lo scrivere online.

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Assedio – 8

La vista della cittadina portuale di Dover fu accolta come la manna dal cielo, una sorta di terra promessa in cui nessuno di loro credeva più. «Incredibile a dirsi, ma apparentemente Dover resiste ancora» esclamò Watson, osservando da lontano attraverso un vecchio cannocchiale trovato tra le cianfrusaglie di un’abitazione. «Pare che ci siano navi in partenza».

«Eccellente». Holmes gli strappò il cannocchiale di mano, guardandoci attraverso a sua volta. «Posso affermare che si tratta di una nave di sopravvissuti. Non siamo stati gli unici ad avere questa idea, forse è un bene».

«O un male» sussurrò Moriarty con tono funebre. «Pregate che i ratti non trasportino il morbo, altrimenti ci ritroveremo ben presto infettati senza poter fare nulla per difenderci, chiusi in una tinozza galleggiante».

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