Ho giocato a Detroit Become Human

Entrata in possesso di Detroit Become Human prima di natale per colpa del Santucci (che me lo ha regalato dopo un lunghissimo, sfiancante e interminabile tritamento di coglioni di parte mia perché mi lagnavo del fatto di non poter giocare a questo titolo per il trascurabile dettaglio di possedere una Xbox e non una playstation), sono riuscita a giocarci sulla ps4 di Hushino solo dopo la festività, portando a termine la prima run in circa due giorni secchi.

Si continua sotto cut con SPOILER e alcune riflessioni.

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We happy few

Premessa: la mia passata esperienza con questo gioco è stato quando, circa un anno e mezzo fa, è uscita l’alfa su Xbox Store. Mi sono limitata a giocare la mezzora di prova disponibile e, nonostante mi fosse piaciuto esteticamente, avevo deciso che non faceva per me. In ogni caso lo avevo messo nella lista dei desideri per tenerlo d’occhio.

La cosa che più mi aveva colpito dell’alfa era stata l’estrema difficoltà con la quale si veniva messi a confronto. All’epoca infatti i creatori vantavano un mondo “procedurale” e molto survival ambientato nei primi anni 60. Difatti ogni partita iniziava in maniera differente una volta nel mondo esterno (la parte di video iniziale era uguale per tutti) e immediatamente ci si trovava a che fare con un mondo ostile e con bisogni che calavano alla velocità della luce, per non parlare della necessità di craftare rapidamente oggetti e armi e la relativa difficoltà nel trovare i determinati elementi di creazione.

Insomma, molto survival, poco rpg. Non faceva proprio per me.

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Doki Doki Literature Club

Doki Doki Literature Club, ovvero di come credevo di giocare a un dating sim e mi sono ritrovata invece con panico e depressione.

ANALISI CON SPOILER.

Non so se il mio fidanzato mi odi o meno, sta di fatto che ieri si parlava di visual novel e dating sim (vi ricorderete di Dream Daddy Simulator) con un amico e del fatto che ho spesso pensato di fare una visual novel. Salta fuori che c’è questo titolo su Steam, Doki Doki Literature Club, ed è pure gratis! Il moroso ci ha già giocato e mi assicura che è un gioco che potrebbe piacermi e questo è come ho deciso di passare 4 ore della mia domenica a farmi sodomizzare a sabbia da questo gioco.

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Dream Daddy Simulator – cosa ne penso 

Dream Daddy Simulator è esattamente quello che suggerisce il nome stesso: un dating game dove impersoniamo un papà gay che deve uscire e conquistare altri “daddy” come lui.

Il gioco, disponibile su Steam per Win/Os/Linux al costo di 14,99€, doveva uscire il 13 luglio 2017, ma a causa di diversi imprevisti dovuti anche all’inesperienza del team di sviluppo (è il loro primo gioco) è stato messo online solo ieri 20 luglio 2017.


Uno dei motivi che mi hanno spinta a comprare questo gioco non è la mia segreta passione per i dating game (di fatto non ne ho mai giocato uno), ma l’art del gioco e ovviamente il tema che è talmente ridicolo da essere fantastico.

Tornando all’art: se siete giocatori di Overwatch come me, avrete notato l’incredibile somiglianza dei vari daddy con alcuni personaggi del moba di Blizzard. Ho infatti poi scoperto che l’artista è a sua volta fan del gioco, quindi double win.

Ma passiamo al gioco in sé: dobbiamo realizzare il nostro personaggio con un editor abbastanza carino che permette mille risultati diversi incluso Goku (si è vero). Finito ciò inizia la nostra avventura: ci trasferiamo in città con la nostra neo diciottenne figlia Amanda e iniziamo a esplorare il vicinato e cercare di fare nuove amicizie.

Abbiamo ben sette daddy uno più affascinante dell’altro da sedurre tramite Dadbook, una versione alternativa di Facebook con cui potremo decidere quale papà invitare a uscire con noi. Al terzo appuntamento le cose si fanno serie è il gioco ci chiede se vogliamo procedere in quella direzione. 

Ogni appuntamento dispone di scelte di dialogo (si può salvare in ogni momento, anche in quelli critici come questi) che permettono l’andazzo della storia: scelta neutra, scelta che farà incazzare il daddy, scelta che gli piacerà (cuoricini), scelta che gli piacerà un casino (cuoricini, melanzane e… schizzi?)

Robert e Joseph, i miei preferiti

Alla fine dell’appuntamento verrete valutati con un rank (il più alto è S) che sommato ai tre appuntamenti darà un finale buono, neutro o cattivo. Una volta completato un daddy, nella galleria delle immagini apparirà la cartolina corrispondente.
Un classico dating game, che ha come punti forti dei bei dialoghi, joke divertenti e un’impersonificazione con il protagonista non indifferente. I daddy non sono solo dei bei manzi (che è il motivo per cui tutti ci stiamo giocando) ma hanno le loro sottotrame molto interessanti.
I contro però ci sono: il gioco è abbastanza scarno e dura poco, mi aspettavo molte più cartoline disponibili a fine storia, ma anche durante. A causa di ciò il prezzo, decisamente troppo alto in merito alla brevità.

Una delle cose più fastidiose è però quando le cose si fanno piccanti: invece di avere un’immagine (anche non nsfw) che mostri cosa sta accadendo o che lo lasci intuire, abbiamo solo uno schermo nero e la descrizione testuale dell’accadimento. Un po’ pochino.

Sebbene sia consapevole che il gioco sia realizzato da un team di sviluppo al suo primo gioco, tale gioco andrebbe forse curato maggiormente nel comparto grafico e non solo sull’aspetto estetico (superbo) dei daddy.

Voto: 7 per l’impegno.

Overwatch: double XP week

Overwatch: double XP week

Proprio così, miei cari giocatori che come sono qui per il loot: da oggi al 12 giugno 2017 (ovvero la fine dell’evento Anniversary) la ricompensa a fine partita in termini di punti esperienza sarà doppia! 

Un’ottima occasione per salire di livello e fare incetta dei forzieri Anniversary per trovare le nuove skin e le emote danza. Aggiungeteci il 20% bonus di XP in più se giocate in gruppo con altri.


Fast news: l’emote, lo spray e la posa vittoriosa di Reaper che fa spallucce sono stati aggiunti all’elenco regolare (quindi saranno disponibili anche fuori dall’evento)  con costo standard in monetine (250, 25 e 75).

Fast news 2: la skin Oni di Genji e la skin Poliziotta di D.Va precedentemente disponibili sono giocando all’evento di Heroes of The Storms sono stati aggiunte ai forzieri regolari. Quindi se siete stronzi come la sottoscritta che ha perso due settimane su quel gioco orrendo ora potete piangere calde lacrime maschie e amare.