Non accontentarsi

Articolo pubblicato originariamente sul mio Patreon.

 

Recentemente mi è capitato di leggere e recensire negativamente Tight End di Devon McCormack, un libro mediocre il cui unico pregio è stato il rimborso su Amazon.

Apriti cielo. Si è innescata una lunghissima discussione su più livelli e con più persone contemporaneamente che mi ha dato però molto materiale su cui riflettere.

Una piccola premessa: storicamente vengo da una cultura dove la fanfiction è sempre stata considerata la palestra, l’anticamera della scrittura “vera”. Parlo di Livejournal, dagli anni 2000 in poi, un mondo dove se una fanfiction non era scritta più che bene si rischiava di finire sulle pagine di Fastidious Notes (che era in sostanza un suicidio mediatico). Non credo servi nominare Scrittevolmente.

L’uso della recensione era spesso quello di critica: il lettore la usava per indicare allo scrittore quali fossero i punti deboli della storia, dove potesse migliorare e cosa doveva evitare. Essere su Livejournal o fanfic_ita ai miei tempi non era roba per stomaci delicati.

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Sulla comprensione del testo

Oggi vi voglio parlare di un argomento che è frutto ESCLUSIVAMENTE delle mie impressioni. Faccio questa premessa perché questo post nasce in seguito ad alcuni eventi avvenuti in gruppi di FB (su libri e serie tv) sia che che da discussioni con persone a me vicine.

Questo argomento è “La comprensione del testo” o anche dell’immagine, se vogliamo dirla tutta.

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Scrittura a quattro mani e progetti

Anni fa mi sono trovata contro il muro del blocco dello scrittore.

La pagina bianca.

Il grande dramma dello scrittore.

Ho aggirato l’ostacolo grande come una montagna cambiando completamente mestiere e dedicandomi al fumetto, ma la fiamma della passione per la narrativa non si è mai realmente spenta.

E poi io e Juls siamo incappate in un meme su Michael Jackson.

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Un nuovo progetto di narrativa

Ho parlato nel mio precedente articolo di come vorrei riprendere in mano a scrivere (e lo sto già facendo obbligandomi a scrivere questi post, sigh), quindi ho iniziato un nuovo progetto di narrativa.

Il viaggio” è il mio progetto per il mese di luglio, che sto realizzando anche approfittando del Camp NaNoWrimo di questo mese. Il mio scopo è realizzare una short story di MINIMO 10000 parole. Lo stats del Camp NaNoWriMo mi suggerisce  di scrivere almeno 323 parole al giorno per raggiungere il mio modesto obbiettivo, ma punto a scriverne un po’ di più per finirla in meno tempo e, se mai sarà possibile, sfondare il wordcount, ma su questo non sono affatto certa. Un capitolo da mille parole cadauno è quello a cui attualmente auspico per almeno finire il progetto.

Ma vediamo l’idea:

Nova ha compiuto sedici anni e deve intraprendere il viaggio rituale della sua tribù per entrare nell’età adulta. Guidata dalle parole della Dea, affronterà il deserto e le rovine di un’antica civiltà.

 

Si tratta di una storia molto semplice, con temi a me cari e che sanno parecchio di comfort zone, ma da qualche parte devo pur iniziare, wordcount misero compreso.

Noterete (se usate web desktop per leggere) che nella barra laterale qui a destra ho messo in alto un bel wordcount che indica il progresso del mio progetto, che deve tassativamente essere portato a termine entro la fine di questo luglio 2018. Quel counter è un po’ la mia campanella della vergogna se non ci riesco.

Dopo aver concluso, revisionerò Il Viaggio insieme al mio sociopatico di fiducia e inizierò a pubblicarlo a capitoli qui sul blog a settembre 2018 e ne farò una versione ebook completa.

Il viaggio

A ottobre invece è programmata la pubblicazione di Disordine, un racconto breve dal sapore gotico e vittoriano, che posterò direttamente in versione integrale, mentre su Tapas verrà pubblicato a puntate a causa del limite di 15k caratteri dei capitoli.